ARTIGIANATO DESIGN AUTOPRODUZIONE
Interculturalità

 

CISDA

Il Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane è una Onlus fondata a Milano nel 2004 da un gruppo di attiviste per i diritti umani. E’ il risultato e la sintesi del lavoro di alcune associazioni e gruppi italiani che da anni operano a favore dei diritti  delle donne e della dignità della persona contro tutti i fondamentalismi e le guerre. Nel 2005 collabora con il Ministero Affari Esteri e Istituti per la cooperazione alla progettazione e realizzazione di un centro culturale a Kabul. L’iniziativa si realizza e prosegue con successo. Nella fase di formazione alcune operatrici di Hawka vengono in Italia e hanno scambi, coordinati dal CISDA, con Studio Azzurro, la Cooperativa Chico Mendes, la Naba/Futurarium , i Comuni di Osnago e Pieve Emanuele 

 

 

AFGHANISTAN

PROGETTO DI COOPERAZIONE DECENTRATA PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA DELLE DONNE E DEI BAMBINI DELL’AFGHANISTAN.

Apertura di un centro culturale a Kabul (centro documentazione e archivio storia dell’Afghanistan, biblioteca, videoteca, internet point).

Organizzazione di corsi di formazione per operatori (con priorità per operatori di HAWCA)

Formazione per le donne del rifugio di HAWCA a Kabul.

Titolo

Progetto di cooperazione decentrata per il miglioramento delle condizioni di vita delle donne e dei bambini dell’Afghanistan.

Apertura di un centro culturale a Kabul (centro documentazione e archivio storia dell’Afghanistan, biblioteca, videoteca, internet point).

Organizzazione di corsi di formazione per operatori (con priorità per operatori di HAWCA)

Formazione per le donne del rifugio di HAWCA a Kabul.

 

Attività dell’ente richiedente*

ISTITUTO PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO (ICS), consorzio di enti locali

L’Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo (ICS) è un consorzio di enti locali, costituito nel 1988 secondo la legge 49/87, a cui partecipano la Provincia di Alessandria ed i Comuni di Alessandria, Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure, Ovada e Valenza. L’ICS rappresenta l’espressione della volontà politica degli enti locali di destinare delle risorse alla cooperazione, all’educazione interculturale, all’accoglienza dei cittadini stranieri.

L’Istituto opera in due principali direzioni:

  • progetta e realizza degli interventi di cooperazione internazionale, affiancati da campagne di informazione e sensibilizzazione che coinvolgono a più livelli gli attori istituzionali e della società civile

  • promuove la cultura della cooperazione, della pace e dell’antirazzismo attraverso la formazione degli insegnanti, gli interventi educativi e le iniziative editoriali.

Tutte queste attività sono direttamente finanziate dall’ICS o co-finanziate dalla Regione Piemonte, dalla Commissione Europea, dagli enti locali, da donatori privati. I settori di intervento sono:

  • Progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (Bulgaria, Marocco, Tunisia, Afghanistan, Cambogia, Mozambico, Cuba)

  • Educazione interculturale e all’antirazzismo

  • Sportello per l’accoglienza degli alunni stranieri nella scuola

  • Centro di documentazione

* (Per maggiori dettagli si veda allegato B – “Curriculum ICS”)

 

L’impegno in Afghanistan

L’ICS è tra i membri fondatori della Campagna Italiana contro le Mine – Onlus

Dal 1998, l’ICS è impegnato in progetti di solidarietà e campagne di informazione sulla realtà afgana. Sostiene  un progetto di mine action (sminamento e mine awareness rivolta anche alle donne e condotta da personale femminile), gestito dall’ONG locale Omar International.

L’ICS ha inoltre rafforzato i legami con l’associazione HAWCA e con il governo afgano, in particolare con l’ex ministra per gli Affari femminili Habiba Sorabi. Anche l’attuale ministra, con cui sono stati già avviati i contatti, si è detta disponibile a sostenere il progetto.

Molteplici sono stati gli scambi di visite tra l’Afghanistan e l’Italia. E’ inoltre prevista la realizzazione di un documentario sulla condizione delle donne in Pakistan e in Afghanistan.

Nel 2001, l’ICS ha lanciato una campagna di solidarietà e informazione sull’Afghanistan dal titolo “Afghanistan: inneschiamo i diritti”. Le attività educative e culturali (mostra fotografica, dibattiti con esperti ed ospiti afgani delle associazioni partner, pubblicazioni, percorsi di educazione allo sviluppo), cofinanziate dalla Regione Piemonte,  hanno coinvolto numerosissime scuole, cittadini e realtà locali. La campagna ha avuto il suo momento di massima partecipazione popolare in occasione della marcia di solidarietà “StrAlessandria 2002” (circa 4.500 iscritti).

 

Enti partner In loco

 

HAWCA (Humanitarian Association for the Women and Children of Afghanistan); www.hawca.org

E’ un’organizzazione non governativa non profit nata nel 1999, composta per la maggioranza da donne profughe afgane e, dopo l’instaurazione dell’attuale governo,  è stata tra le prime associazioni afgane a trasferire la propria sede dal Pakistan a Kabul.

HAWCA opera sia nei campi profughi pakistani che in varie province dell'Afghanistan.

Ha recentemente aperto un "Centro di Alfabetizzazione per le Donne" a Kabul con una decina di classi dove donne adulte e giovani ragazze che non rientrano nell'età scolastica studiano, e sta organizzando altri 10 corsi di alfabetizzazione a Mazar-e-Sharif e un corso a Nengarhar.

Hawca fa parte dell’Afghan National Shelter Commission organizzato dal Ministero per gli Affari femminili, l’UNHCR e da Medica Mondiale.

HAWCA Office

Str. 14th

Lane 1st, Qala-e-Fatehulla, Shar-e-Naw,Kabul

Afghanistan

tel. 093-70-277031 Fax: 1-661-4209313 hawca@hawca.org

 

AMBASCIATA D’ITALIA A KABUL

L’ultima missione dell’ICS a Kabul (dal 29/03/05 al 12/04/05) è stata anche l’occasione per incontrare S.E. l’Ambasciatore Italiano a Kabul, Dott. Ettore Sequi, che ha manifestato interesse nel prendere parte attiva al progetto. In particolare l’Ambasciatore, già al corrente della bozza di progetto, ha sottolineato l’opportunità di dare grande rilevanza all’intervento italiano a livello dell’intera cittadinanza locale. 

AMBASCIATA D’ITALIA A KABUL

Great Massoud Road

Kabul

 

Ministeri locali

Ministero per gli Affari Femminili

Ministero della Cultura

 

In Italia

 

CISDA

Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus, di nuova formazione, è il risultato e la sintesi del lavoro di alcune associazioni e gruppi italiani che da anni operano a favore dei diritti  delle donne e della dignità della persona contro tutti i fondamentalismi e le guerre.

 

 

Finalità del Coordinamento

  1. Mantenere viva l’attenzione sulla difficile e precaria situazione dell’Afghanistan.

  1. Far conoscere e affiancare alcune associazioni di donne afghane impegnate nell’attuazione di progetti volti a realizzare, nell’ambito dell’esistenza quotidiana, il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute, per tutti, e in particolare per le donne che il sopravvivere di una mentalità patriarcale inferiorizza ed esclude dalla sfera pubblica dell’agire politico, privando l’intero paese del contributo femminile  alla costruzione di un futuro di pace e di democrazia.

  2. Promuovere quel tipo di collaborazione orizzontale, che, essendo capace di accogliere i bisogni dell’altro/altra, non crea dipendenza in quanto  “lascia essere” le donne afghane protagoniste del loro cammino di emancipazione e di liberazione.

 

L’associazione che sosteniamo è HAWCA (Humanitarian assistance of the Women and Children of Afghanistan; www.hawca.org). Protagoniste sono donne che, con grande coraggio e a rischio della propria vita, lavorano, da molti anni, in Afghanistan e nei campi profughi in Pakistan, per porre fine agli abusi contro le donne e a ogni forma di sopruso e di violenza. Nello scenario politico e sociale in cui operano, devastante è stato il diffondersi del fondamentalismo e la crescita di gruppi armati che si sono avvicendati al potere, macchiandosi di orrendi crimini contro l’umanità e calpestando i più elementari diritti umani, soprattutto a danno della popolazione femminile. HAWCA opera in questa situazione di conflitto per far crescere la cultura della pace e dei diritti.

Alcune tipologie di progetto  sono le seguenti:

  1. aprire il maggior numero possibile di scuole di alfabetizzazione per abbattere l’ignoranza e la mentalità tradizionale che rende schiavi e subalterni ai potenti e promuovere una coscienza civica egualitaria;

  2. organizzare corsi professionali per consentire alle donne di lavorare e di valorizzare le loro capacità;

  3. erogare micro-crediti alle vedove per permettere loro di mantenere i propri figli, sottraendole così all’umiliazione della prostituzione e dell’accattonaggio;

  4. offrire protezione e cure alle donne che hanno subito violenza all’interno della famiglia;

  5. costituire unità sanitarie mobili con medici ed infermieri per rispondere al grande bisogno di salute in un paese dove un quarto dei bambini e delle bambine muore entro i primi cinque anni di vita per malattie curabili e il tasso di mortalità per parto è tra i più alti al mondo.

 

COMUNE DI OSNAGO

Referente: Sindaco, Dott. Paolo Strina

 

COMUNE DI PIEVE EMANUELE (in attesa di conferma)

Via Viquarterio 1  CAP 20090 Pieve Emanuele (MI)

Tel. 02/907881 Fax 02/90788208

 

ASSOCIAZIONE NABA FUTURARIUM

Via C.Darwin 20 - 20143 Milano

Tel 0297372100

 

COOPERATIVA CHICO MENDES

IL PROGETTO

 

Introduzione

L’Afghanistan è un paese devastato da oltre un ventennio di guerre, durante il quale le infrastrutture, il tessuto sociale, l’organizzazione statale sono andati distrutti. Il sistema economico è oggi inesistente: severe sono state le perdite nelle esportazioni, la disoccupazione è una piaga sociale ed il paese non è più in grado di produrre ricchezza.

 

L’Afghanistan vanta molti tristi primati mondiali:

  • ha il più alto tasso di mortalità infantile e materna

  • ha il più basso di aspettativa di vita e di alfabetizzazione

  • è uno dei o tre paesi  con il più basso tasso di disponibilità di cibo pro capite

  • ha la più alta proporzione di disabili 

  • è tra i primi posti per quanto riguarda la percentuale di incidenti da mine

  • circola  il più alto numero di armi pro capite

  • ha il più alto tasso di disparità di genere  (GDI)

  • è il primo produttore di oppio (3/4 della produzione mondiale nel 2005)

  • ha un numero elevatissimo di profughi

 

Il cammino verso la rinascita economica e la reale democratizzazione del paese appare lungo ed incerto.

 

In questo panorama, la società civile afgana tenta di affermare la propria voce. In particolare l’associazione HAWCA è impegnata da anni nella battaglia per i diritti delle donne e dei bambini.

Il lavoro di questa associazione rappresenta un tentativo coraggioso di dare alle persone gli strumenti per esprimersi, puntando sull’educazione e sulla formazione professionale, ed avviare un reale processo di democratizzazione.

HAWCA ha maturato nel corso della sua attività una fitta rete di relazioni internazionali ed ha instaurato rapporti duraturi e proficui con numerose realtà della società civile italiana.

 

I bisogni

Le donne sono le prime vittime della realtà afgana. Sono ancora pesantemente discriminate, in una società dove il patriarcato, il fondamentalismo e le ragioni della violenza hanno sempre la meglio sulle loro ragioni e richieste di diritti, cultura e protezione sociale. Sono migliaia le donne vedove e le donne capifamiglia costrette a provvedere al mantenimento dei loro figli mendicando o prostituendosi, quelle che non hanno accesso ad alcuna forma di istruzione, quelle oggetto di violenze in famiglia dove spesso qualsiasi maschio della famiglia ha potere di decidere sulle loro vite.

La maggior parte delle donne soffre di serissimi problemi psicologici. Durante gli ultimi 12 mesi, solo nella provincia di Herat, 70 donne si sono autoimmolate perché non riuscivano a sopportare più la loro condizione di oppressione. (Si veda inoltre allegato A. “Testimonianze”)

 

In numerose occasioni inoltre, le attiviste di HAWCA hanno sollevato il problema della scarsità di spazi e di mezzi economici per sostenere le loro attività a favore delle donne e dei bambini afgani.

In particolare hanno segnalato la difficoltà ad accedere ai finanziamenti internazionali ed individuato la causa principale  di questo nella mancanza di un’adeguata formazione del loro personale. I progetti di sanità, istruzione (tra cui la gestione di 15 scuole primarie e secondarie per bambine e bambini rifugiati), e assistenza all’infanzia promossi dall’associazione sono infatti in gran parte sostenuti da organizzazioni di beneficenza, ma la scarsità dei fondi raccolti  non ne permette la sostenibilità futura.

 

Proprio a causa di queste difficoltà è diventata prioritaria l’esigenza di investire nella formazione di personale che possa poi dedicarsi alla ricerca di finanziamenti internazionali in grado di garantire un flusso sufficiente di fondi ai progetti.

 

In un’ottica più ampia, ma sempre rivolta alla formazione e all’educazione interculturale, si colloca l’intenzione di aprire a Kabul un centro culturale che funzioni anche da biblioteca, videoteca ed internet point. Il centro si rivolge all’intera cittadinanza di Kabul e all’interno di esso si organizzeranno 2 corsi gratuiti, uno di inglese e uno di computer, per un totale di 100 partecipanti a corso divisi per classi.

 

L’ICS, il CISDA, il Comune di Osnago, il Comune di Pieve Emanuele hanno accolto la richiesta dell’associazione afgana ed elaborato congiuntamente il progetto di seguito descritto, secondo i criteri condivisi dell’Afghan Ownership.

Obiettivi

-    Organizzare corsi di alfabetizzazione, educazione alla salute e ai diritti umani per le donne del 

      rifugio di HAWCA a Kabul;

  • Fornire sostegno medico, psicologico e legale alle donne che subiscono violenza domestica, ex prigioniere, mendicanti.

-     Aprire un centro culturale e di formazione rivolto all’intera cittadinanza di Kabul (e in particolare alle donne)

 

  • Potenziare la capacità di HAWCA di reperire fondi a favore delle sue0 attività umanitarie.

  • Aumentare l’autonomia delle donne e fornire la possibilità di accesso ai finanziamenti internazionali.

  • Estendere l’azione rivolta alla tutela dei diritti fondamentali delle bambine e dei bambini.

  • Garantire la sostenibilità delle azioni promosse da HAWCA.

  • Sostenere il processo di empowerment delle donne.

  • Aiutare, sostenendo la società civile, il processo di democratizzazione dell’Afghanistan, anche attraverso la ricostruzione di una memoria storica e identitaria.

 

Attività previste

 

1) Ampliamento delle attività di formazione e vocational training  per il “Rifugio per le donne di Kabul”.

Il presente progetto, previsto per il biennio 2005 - 2006, intende garantire, in una prima fase, l’ampliamento delle attività di formazione e vocational training  connesse al progetto di HAWCA denominato “Shelter for Protection of Women in Need. A project to provide safe and healthy environment for women in need”, realizzato nel 2004 in partenariato con il Ministero per gli Affari Femminili e il Ministero dell’Interno afgani.

Il progetto è portato avanti in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Femminili (Ministry of Woman Affair – MoWA).

L’UNHCR ha recentemente deciso di finanziare una parte del progetto per coprire i costi relativi a un anno di gestione.

L’ICS ha pertanto deciso di occuparsi esclusivamente dell’allargamento delle attività di formazione rivolte alle donne ospiti del rifugio.

Le donne beneficiarie sono per lo più rifugiate appena ritornate dal Pakistan e dall’Iran. In particolare il rifugio accoglie: ex-prostitute, ex prigioniere e vittime di violenza domestica (al momento sono 18)

 

Il rifugio offre:

- protezione a donne vedove o abbandonate dalle famiglie e ai loro bambini; donne che subiscono  

  violenza domestica, ex prigioniere, mendicanti.

- un tetto e il mantenimento per una vita dignitosa.

- sostegno psicologico e istruzione.

- corsi di alfabetizzazione, vocational training, educazione alla salute e ai diritti umani.

 

All’interno del rifugio il presente intervento prevede l’allestimento di un ufficio legale che seguirà i casi più seri e li porterà all’attenzione delle autorità competenti.

Si prevede inoltre di fornire assistenza medica, ginecologica e psicologica.

 

In questo contesto l’ICS, in accordo con HAWCA, ha deciso di ampliare le attività dedicate alle donne residenti nel rifugio, in termini di organizzazione di corsi di alfabetizzazione, vocational traing, educazione alla salute e ai diritti umani.

 

 

2) Apertura di un centro culturale a Kabul (centro documentazione e archivio storia Afghanistan, biblioteca, videoteca, internet point).

Il presente progetto prevede l’acquisto di un locale e l’apertura di un centro culturale a Kabul. Questa parte del progetto costituisce il fulcro dell’intervento italiano e sarà condotta in stretta collaborazione con l’Ambasciata italiana a Kabul, con il Ministero degli Affari femminili e con il Ministero della Cultura. L’ICS è già in possesso della lettera di adesione al progetto firmata dai suddetti ministeri (allegato C).

 

Il centro culturale deve fungere anche da biblioteca, videoteca, e internet point e sarà aperto all’intera cittadinanza di Kabul (e rivolto in particolar modo alle donne). La mancanza di una simile struttura nella città può essere l’occasione per offrire un servizio incentrato sui bisogni formativi di moltissime persone, non solo degli attivisti di HAWCA.

 

Il locale ospiterà inizialmente almeno 2 corsi di formazione, uno di inglese e uno di computer, gratuiti e di durata annuale e aperti a 100 partecipanti ciascuno divisi per classi.

 

In un’ottica di sostenibilità del progetto si è deciso inoltre di organizzare corsi di formazione per operatori indirizzando le attività verso possibili progetti di micro-credito, collegati al circuito del commercio equo e solidale.

 

3) Formazione per gli operatori di HAWCA

La formazione si articolerà in 3 differenti corsi rivolti agli attivisti e operatori di HAWCA.

 

Ciascun corso avrà durata mensile (60 ore totali, 3 ore per 5 giorni a settimana dal sabato al mercoledì) e sarà aperto a 30 partecipanti.

 

I corsi prevedono l’intervento di esperti provenienti dai Ministeri locali (Ministero degli Affari Femminili, Ministero dell’Interno, Ministero della Cultura). 

 

1-  Un corso incentrato sui temi del social work e rivolto agli operatori di HAWCA che lavorano nel rifugio a stretto contatto con le donne (animazione, vocational training etc..).

 

2 - Un corso di training per gli insegnanti di HAWCA, incentrato sulle tematiche dei diritti umani, della gender equality e dell’educazione sanitaria.

 

3 - Un corso rivolto ai quadri di HAWCA, incentrato su tematiche inerenti lo sviluppo, la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione decentrata e in modo particolare le metodologie di progettazione e gestione dei progetti (Project Cicle Management, Evaluation, linee di finanziamento europee e internazionali ecc.). Questo corso prevede la conoscenza dell’inglese e del pc.

 

La finalità del corso è di fornire alle donne partecipanti la capacità tecnica di redigere progetti di cooperazione secondo gli standard previsti dall’Unione Europea, in modo da poter partecipare proficuamente ai bandi di finanziamento europeo e di altri donors.

 

Modulo I        10 ore

Analisi degli aspetti operativi della cooperazione allo sviluppo, attraverso la presentazione dello strumento del "progetto". Cos’è un progetto? Come nasce? A cosa serve? Presentazione delle diverse tipologie di progetti e riferimento alla relazione fra sviluppo e interculturalità.

Modulo II       20 ore

Il ciclo del progetto: definizione, le sei fasi del ciclo del progetto, tecniche di progettazione (MARP, ZOPP, Logical Framework ecc.), costruzione delle reti di partenariato, monitoraggio e valutazione dei progetti.

 

Modulo III      10 ore

La rendicontazione dei progetti, la gestione contabile ed amministrativa dei progetti.

 

Modulo IV     10 ore

Gli enti donatori e le principali linee di finanziamento internazionali.

 

Modulo V      10 ore

Workout interattivo progettazione, gestione, monitoraggio e valutazione di un progetto di assistenza all’infanzia.

 

Questi 5 moduli formativi intendono essere il primo passo di un programma di formazione continua che sarà meglio definito in itinere, sulla base delle esigenze dei partner afgani.

 

 

Produzione di materiali

È prevista la produzione di materiale didattico creato ad hoc da distribuire ai partecipanti.

Il materiale servirà per:

- la programmazione dei corsi e l’indagine del livello di conoscenza delle varie discipline

- lo svolgimento dei singoli corsi

- la verifica della formazione

- la sostenibilità nel tempo del progetto.

Località di intervento

Kabul.

I corsi si svolgeranno presso la sede del nuovo Centro Culturale.

 

Monitoraggio e verifica

Gestione del rifugio per le donne e del centro culturale

Il gruppo dirigente di Hawca gestisce il rifugio e il Comitato responsabile del progetto è incaricato di valutare e monitorare il lavoro; ogni sei mesi verrà presentato un rapporto ai soggetti donatori.

 

Monitoraggio corsi di formazione

Una Commissione Scientifica di almeno tre membri appartenenti all’Ufficio Centrale di Hawca a Kabul sarà incaricata del monitoraggio e della verifica del progetto, tramite la stesura di report mensili.

La verifica interna ai singoli corsi sarà svolta dal personale addetto alla formazione in una serie di incontri a conclusione dei corsi stessi. Il personale risponderà direttamente alla Commissione Scientifica dell’Ufficio di Hawca.

La Commissione inoltre presenterà all’ente capofila dei report trimestrali sull’andamento del progetto e una relazione conclusiva di valutazione generale dell’intervento.

 

E’ prevista inoltre una missione finale di 10 gg. per il la valutazione del progetto.

 

Sensibilizzazione in Italia

Campagne di sensibilizzazione sul territorio italiano tramite l’organizzazione di iniziative da parte dei vari partner del progetto:

ICS

CISDA

COMUNE DI OSNAGO

COMUNE DI PIEVE EMANUELE

ASSOCIAZIONE NABA FUTURARIUM

COOPERATIVA CHICO MENDES

 

Sensibilizzazione in loco

HAWCA

Ambasciata d’Italia a Kabul

Ministero degli Affari femminili

Ministero della Cultura

 

Destinatari

RIFUGIO

Diretti: donne e ragazze (con i loro bambini fino a 7 anni) che provengono da situazioni disagiate

Indiretti: le famiglie delle richiedenti alloggio

 

CENTRO CULTURALE E CORSI DI FORMAZIONE

Diretti: partecipanti alle attività del centro culturale e ai corsi previsti.

Indiretti: la popolazione afghana sia in Pakistan che in Afghanistan, in particolare donne e bambini, beneficiari dei progetti promossi da HAWCADurata

Anni 2005 e 2006

 
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