Trattare il tema della sostenibilità è sicuramente faccenda complessa; si tratta di un approccio in cui la singola decisione - sia essa un comportamento d'acquisto, la creazione di un prodotto, di un servizio , un processo di produzione o altro ancora - va valutata in sé e nel rapporto con il sistema di beni, risorse - umane e materiali - ambienti con cui entra in relazione. Ci vuole volontà da parte di tutti - produttori, progettisti , consumatori, giornalisti, insegnanti, politici -  per aumentare la consapevolezza e la capacità di agire "sostenibile". Imparare a distinguere un'azione corretta da un'operazione di facciata è, qualche volta, difficile.  Per questa ragione siamo andati a chiedere a chi ha accumulato conoscenze ed esperienze tali da essere interlocutore attendibile e fidato di darci delle linee guida. Il primo incontro è con Ezio Manzini, ricercatore e docente alla Facoltà di design del Politecnico di Milano, che  insieme a François Jégou,  ha curato la sezione sul progetto  sostenibile nella mostra "D Day (le design aujourd’hui) recentemente tenutasi al Centre Pompidou.

 

 Cos’ è una soluzione sostenibile?

 

E’ un sistema di prodotti, servizi e conoscenze finalizzati al raggiungimento di un risultato che sia coerente con i principi fondamentali della sostenibilità, a bassa intensità energetica e materiale, ad alto potenziale rigenerativo.

 

Cominciamo dai"principi fondamentali”

 

Mi riferisco ad alcuni principi etici relativi alla relazione tra le persone, come la giustizia fra i popoli e nei confronti delle generazioni che verranno e alla relazione con la natura e l'ambiente, come la conservazione della biodiversità e l'annullamento degli scarti tossici e nocivi. 

 
Che cosa significa "bassa intensità energetica e materiale"?

 

Si riferisce alla leggerezza della soluzione e dei suoi effetti. Si valuta in termini d’eco-efficienza sistemica, cioè in base alla quantità e qualità di risorse impiegate per ottenere un risultato. Esprime la dimensione tecnica di una soluzione, é il criterio più tradizionale ma anche quello in ultima istanza decisivo. Per essere definito "sostenibile" un sistema deve essere altamente eco-efficiente tenendo in considerazione l'intero ciclo di vita degli artefatti che lo compongono.

 

E cosa intendi per “alto potenziale rigenerativo"?

 

Un sistema, per essere definito sostenibile, deve essere fortemente integrato nel proprio contesto e deve valorizzare e, nel caso, rigenerare  le risorse ambientali e sociali localmente disponibili.

 

Ponendosi nella prospettiva della sostenibilità quali sono le considerazioni di fondo che un designer deve porsi prima ancora di iniziare il vero e proprio processo progettuale?

 

Ci sono alcuni principi generali che, prima di iniziare un progetto, è necessario considerare con attenzione. Il primo attiene alla valutazione degli obiettivi: alcune proposte di progetto sono in sé eticamente inaccettabili, come usare prodotti dichiarati dannosi e organismi geneticamente modificati, progettare armi, cooperare con imprese che usano lavoro minorile. Il secondo riguarda la valorizzazione delle diversità, significa progettare  rispettando le risorse esistenti (biologiche, ma anche culturali, organizzative e tecnologiche) e, possibilmente, generandone di nuove. Terzo, minimizzare i nuovi interventi sull'esistente, quindi, prima di pensare a qualcosa di nuovo, valorizzare quello che già c'è.

 

Quando si può definire sostenibile un'impresa o un prodotto?

 

La sostenibilità non è un attributo del prodotto ma del sistema risultante dalla sua applicazione. Un'impresa può produrre nel modo più pulito e corretto, può ricevere tutti i migliori certificati di qualità ambientale e per questo può essere definita "ambientalmente consapevole", ma anche in questo caso tutto questo non basta per definirla "sostenibile" , non essendo la sostenibilità un attributo dell'impresa ma di come si "mette a sistema" quello che produce.

 

Ad esempio?

 

Un' automobile più efficiente è certamente un' ottima iniziativa ambientale, ma non è un passo verso una mobilità sostenibile. Infatti se anche tutte le auto fossero ecoefficienti, ma il loro numero continuasse a crescere nel mondo al ritmo attuale, il problema del traffico e dei consumi non sarebbe risolto. Non rompendo l’attuale modello  di mobilità basato sull’uso privato e individuale dell’auto la proposta di auto altamente ecoefficienti non rappresenta un passo concreto verso la mobilità sostenibile.

 

Esiste un percorso ottimale per arrivare a costruire una società sostenibile?

 

La transizione verso la sostenibilità va vista come un grande e complesso processo sociale di apprendimento. Nel caso della progettazione di sistemi di prodotti e servizi dovremo saper imparare dall'esperienza il che significa sperimentare, verificare i risultati e saper trovare la nuova direzione. 

 

Potendo stabilire delle priorità, da dove cominciare?

 

Muoversi verso la sostenibilità comporta una radicale riduzione della nostra "impronta ecologica". Ciò significa cambiare stili di vita e di consumo e perché questo non si trasformi in una catastrofe sociale dovrà basarsi su due pilastri complementari: il miglioramento sul terreno tecnico-produttivo dell' "efficienza" e, da un punto di vista socioculturale, la trasformazione del limite in opportunità. Occorre che la riduzione dei consumi non sia percepita come dura necessità ma come occasione di un effettivo miglioramento della qualità della vita. Numerosi esempi di soluzioni promettenti possono essere trovati sul sito della ricerca EMUDE http://www.sustainable-everyday.net/EMUDE/

 

Nella transizione alla sostenibilità come si intrecciano globale e locale?

 

Una nuova attenzione al "locale" è la condizione necessaria anche per risolvere i problemi del "globale". Le soluzioni sostenibili sono quelle che promuovono il mantenimento e la valorizzazione (sostenibile) delle risorse fisiche e socio-culturali localmente disponibili. Questo sviluppo locale non va visto come un ritorno al passato ma come la messa a fuoco di modelli di sviluppo locale in un ambiente ad alta connettività, quindi fortemente interconnesso alla scala globale.  In altri termini: uno scenario multi-locale, inteso come l'incontro positivo tra culture ed economie locali e nuove tecnologie di rete.

SOSTENIBILITA'Ezio Manzini 
 
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