2001 ETICA/ESTETICA

 

Geologika, costruire con la terra progettare secondo natura

da Casamica, 2001

 

 

Lei è Barbara Narici, bella donna appassionata di architetture di terra fin da quel viaggio in Egitto del 1985 in cui per la prima volta vide dei mattoni di terra cruda (che  vuole semplicemente dire “non cotta”). Si stupì di come fosse semplice costruire mattoni e casa e da allora non ha mai smesso di cercare e imparare tecniche partecipando a cantieri, in Africa, Belgio, Olanda, Danimarca e soprattutto in Germania dove la terra cruda sta entrando nella gamma di materiali di costruzione normalmente presi in considerazione. Imparare significa fare esperienza perché non esiste una cultura scritta che riguarda la terra e, addirittura, nelle università italiane non si menziona nemmeno: il cemento armato ha cancellato qualunque sapere costruttivo precedente. A furia di impastare le argille con le sabbie, con i minerali, le paglie o altri aditivi, Barbara ha imparato, come si fa in cucina, a ottenere la miscela migliore con gli elementi che la Natura mette a disposizione sul luogo di costruzione là dove si deve costruire. Oggi Barbara è diventata una esperta: docente e costruttrice. Partner è Andrea Facchi, architetto che dell’architettura di terra ama soprattutto le implicazioni con l’antropologia e a cui piace provocare contaminazioni fra la terra, elemento primigenio, e usi e costumi della contemporaneità e ridare all’atto del costruire quegli elementi di ritualità e di gioco collettivi ormai perduti. Dal 1998 lavorano insieme e, dopo essere passati attraverso una fruttuosa collaborazione con Tarshito per la costruzione di Speciale Terra ( una abitazione-galleria  a Milano interamente costruita e rivestita con la terra cruda) hanno presentato, in occasione del  Salone del Mobile di aprile, la nuova “Geologika”,  laboratorio per lo studio e l’applicazione delle tecniche di costruzione in terra cruda. In programma la didattica, attraverso seminari ma soprattutto attraverso costruzioni collettive (studente può essere chiunque abbia voglia di cimentarsi, non occorrono specializzazioni particolari) e la realizzazione di architetture, di interni, di intonaci, pavimenti, finiture, oggetti e, anche, performance. Come quella, per esempio, in cui durante una grande festa in Sardegna costruirono con i partecipanti un drago-forno per cuocere le pizze; o quando, in una discoteca alla moda, tra suoni e luci, fecero il calco in terra di una donna nuda;  o, ancora, quando plasmarono Adam , poltrona di terra, semi e foglie d’oro. Pur abitando sulla terra e calpestandola ogni giorno è vero che è facile dimenticarsene per via degli strati di bitume che la coprono e per i pavimenti di moquette, marmo o legno che la rivestono; di fatto più del 40% della popolazione mondiale abita in architetture di terra e anche in Italia ce ne sono molte. Purtroppo, a differenza di altri paesi europei che si sono resi conto a tempo debito del loro patrimonio e lo  hanno conservato, da noi molte sono cadute in rovina. Ma a Casalincontrada, in Abruzzo, grazie al Comune, a dei locali cultori del patrimonio locale e a Barbara Narici che ci ha lavorato per molti mesi sono state censite 132 case in terra cruda e si è costituito  un Centro di documentazione delle case di terra, unico in Italia. “ La terra è un materiale di grande attualità” dice Barbara “oggi è possibile trovare delle miscele già composte che riducono moltissimo i tempi di preparazione. Con tecniche moderne si possono ottimizzare tempi e usi ottenendo architetture sane, efficienti e compatibili con il territorio. La terra cruda è un materiale da costruzione che migliora il microclima interno delle abitazioni creando un maggior benessere abitativo; è sana, testata da 5000 anni di costruzioni, resiste ad ogni clima, caldissimo, freddissimo o piovoso, l’importante è proteggerla con tetti e fondazioni adeguati. Non ultimo, un mattone in terra cruda consente un risparmio energetico del 90% rispetto ad un mattone in terra cotta”.  La scommessa oggi è quella di coniugare la terra all’estetica contemporanea e Barbara e Andrea ci stanno provando; l’ultima esperienza è un appartamento a Milano in un edificio anni 70 dello Studio Belgioioso. Con la terra hanno fatto gli intonaci, il pavimento, ma anche alcuni arredi e un’affascinante parete dove all’intonaco di terra sono accorpati fasci di fibre ottiche. Tra le altre realizzazioni  una serie di oggetti , tavolini, tavoli, scaffali, complementi, in terra con acciaio, legno, ferro raccolti in una piccola edizione dal nome “Forme affettuose”. Conclude Barbara Narici: “Il piacere di questo lavoro è  potere plasmare il materiale, ammorbidire le forme, fare spuntare da un muro una lampada o dal pavimento un piano di appoggio, tenere unite le parti della casa con la plasticità della terra. Trovare la terra adatta, giocare con le texture e gli altri materiali, mischiare la terra a piccoli elementi di decoro, siano essi frammenti di madreperla, cristalli o fibre ottiche come nel nostro ultimo lavoro; creare le forme sognate, immaginare e realizzare ambienti magnifici o assurdi. Nel gesto del costruire e plasmare si dimentica la fatica e si riscoprono gesti elementari e primari”.

 

BOX

Quasi il 40% della popolazione mondiale abita in case di terra cruda.

La terra cruda è un materiale da costruzione ecologico che migliora il microclima interno delle abitazioni creando un maggior benessere abitativo. Un mattone in terra cruda consente un risparmio energetico del 90% rispetto ad un mattone in terra cotta. L’argilla inoltre è un materiale naturale e non tossico che si presta all’autocostruzione e alla realizzazione di muri economici o decorativi, per le sue caratteristiche  di plasticità e resistenza. Attualmente in diversi Paesi europei si sta tornando a costruire in terra cruda grazie alle nuove tecnologie innovative che riducono i costi e i tempi di realizzazione.

Barbara Narici e Andrea Facchi si occupano dal 1985 di tecniche e applicazioni della terra cruda realizzando architetture, decorazione di interni, oggetti e performance.

 
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