ETICA/ESTETICA

 

Donnalavorodonna

da Casamica, marzo 2001

Da venti anni  a questa parte il mondo del lavoro femminile si è arricchito più che per il numero delle donne impiegate, per la varietà delle professioni esercitate. Ai mestieri tradizionalmente femminili, come l’insegnante, la segretaria, la cameriera o l’infermiera, se ne sono aggiunti altri che  per tradizione appartenevano all’universo maschile, come  , per esempio, alcuni mestieri tradizionali dell’artigianato d’arte. Un po’ del merito di questo allargamento di  prospettive si deve all’associazione “Donnalavorodonna”,  centro di formazione professionale nato diciotto anni fa dall’iniziativa di un gruppo di donne dell’UDI (Unione Donne Italiane) con l’ obbiettivo di ragionare e intervenire operativamente nel  rapporto fra le donne e il mondo del lavoro al fine di eliminare la segregazione di genere dal mondo del lavoro. DLD (Donnalavorodonna)  esordì con un seminario dal titolo “Donne in mestieri non tradizionalmente femminili” e fin dall’inizio la scelta fu quella di creare corsi di formazione nell’ambito dei mestieri artigiani tradizionali. Nucleo fondante  dell’attività didattica sono la conoscenza e l’applicazione delle tecniche tradizionali in quattro settori che costituiscono ancora oggi la struttura portante della scuola: la decorazione murale, il restauro ligneo, il mosaico e il restauro conservativo. Sporadicamente sono stati introdotti corsi di tessitura e per la realizzazione di vetrate artistiche, poco frequentati perché non offrono grandi sbocchi di mercato.

Incontro Miriam Lavoratorini, direttrice del centro, in una delle belle stanze della sede milanese, colorata a tinte forti dalle alunne dei corsi:  “Nel corpo insegnante abbiamo artigiani straordinari e disponibili, ma non è sempre facile reperirli, in molti non amano condividere quello che sanno, lo ritengono un segreto del mestiere”.  Per apprendere le tecniche di base le lezioni  si svolgono nella sede di DLD - ce ne è una a Milano e una a Modica , in Sicilia - ma il resto della didattica si svolge fuori della scuola e consiste per lo più in interventi gratuiti realizzati in luoghi ad uso pubblico. E’ successo così che  aule e corridoi di scuole elementari, tristi come sanno esserlo molte scuole, sono state risanate e rallegrate da interventi di restauro, disegno e colore oppure che palazzi e chiese barocchi, in Sicilia, siano stati riportati agli splendori originari. “I nostri corsi sono gratuiti, vi si accede previa selezione e rilasciano una qualifica professionale riconosciuta dalla Regione. Perlopiù le allieve sono diplomate al liceo artistico e nelle scuole d’arte che sono considerate in sé specializzazioni deboli, noi ci impegnamo a rafforzare motivazioni e talenti e a dare strumenti operativi e gestionali che sfociano per il 70% nella costituzione di microimprese costituite da due o tre donne che si associano”. Miriam Lavoratorini parla mostrandomi una ricchissima documentazione fotografica delle realizzazioni degli anni più recenti. Fra queste gli interventi della “scuola cantiere”, formula varata negli anni più recenti dove la didattica viene applicata al recupero di strutture dismesse di proprietà di enti pubblici: “C’è un enorme patrimonio di strutture abbandonate e gli enti preposti non riescono ad intervenire per riqualificarle tutte. Stabiliamo con loro degli accordi di collaborazione per i quali, in cambio dell’uso di una  struttura, noi la recuperiamo e ci adoperiamo per insediare iniziative no profit o attività gestite da giovani disoccupati. Da sei anni abbiamo aperto i nostri cantieri anche ai ragazzi perché il tema dell’occupazione riguarda oggi uomini e donne e noi ci muoviamo nella direzione delle pari opportunità”.

Tra il 1998 e il 2001 si sono conclusi tre cantieri didattici: il primo a Massa Marittima dove una parte dell’ex convento delle Clarisse è stato recuperato per farne un ostello gestito da una cooperativa di giovani. L’intervento, dal risanamento, alla decorazione dei muri, fino ai mosaici e all’arredamento, è opera di una ventina di allievi che , dopo un corso propedeutico che fornisce loro gli strumenti di base, operano direttamente  guidati dal corpo docente che naturalmente si sposta sul luogo dei lavori, supportati da imprese dove i lavori richiedano una specializzazione elevata. Nel caso di Massa sono gli stessi allievi che hanno operato il restauro che gestiranno le attività dell’ostello. Gli altri due interventi sono avvenuti in collaborazione con le Ferrovie dello Stato al fine di recuperare due piccole stazioni in stato di abbandono. Ci sono in Italia molte stazioni minori dove i servizi sono stati completamente automatizzati, dalla erogazione dei biglietti ai compiti del capostazione, i treni vi si fermano ancora ma non c’è più nessuno che le abiti e le mantenga; è  il caso di Corsico e di Gaggiano, ambedue in provincia di Milano, che  DLD ha avuto in dotazione per bonificarle e  impiantarvi  nuove attività. La struttura di Corsico  è destinata ad una cooperativa di giovani che vi svolgerà  attività nel campo dell’artigianato artistico, da mostre e fiere commerciali  ad attività didattiche.  A Gaggiano, dove sono a disposizione due stanze della stazione e il capannone adiacente, si installerà a breve un laboratorio per lo svolgimento di attività artigiane, di mostre e un nucleo operativo connesso a Internet. A qualificare ancora di più l’area, oltre ad un delizioso trompe l’oeil di una locomotiva sulla parete esterna dell’edificio, la collocazione di una serra  costruita e gestita dagli allievi di un corso di florovivaisti.

Per finire DLD, con dedizione tipicamente femminile, ha creato “Artart”, luogo informatico di incontro e scambio per  mantenere i contatti con gli ex allievi che hanno preso la strada del lavoro e fornire loro informazioni e  occasioni di promozione.

“Abbiamo anche costituito un sito, “Artart”, per potere mantenere un legame con chi si è formato presso di noi, aggiornare informazioni e promuovere la loro attività e quella di altri giovani artigiani” Il sito sviluppa tre ambiti: “Arte giovane”, per le giovani imprese e per chi è ancora studente  o opera fuori da una struttura imprenditoriale, “Opportunità” dove sono censite le attività che offre il progetto seminari, corsi, mostre, consulenze per le imprese. “Infopoint” raccoglie le informazioni utili a chi si affaccia al mondo dell’artigianato artistico.

Alcuni dei problemi emersi durante l’incontro riguardano le donne over 40 che cercano di rientrare nel mercato del lavoro per cui non c’è alcuna iniziativa e la pochezza dei sussidi economici: quando i corsi fanno parte del Fondo spociale della CEE esiste un contributo di indennità di 4000Lire all’ora per i partecipanti, cifra che evidentemente non consente a chi non ha a disposizione tempo e danaro di frequentare i corsi;

 

BOX

- Donnalavorodonna, è un centro di ricerca, documentazione, orientamento e formazione professionale diretto da Miriam Lavoratorini.

- La sede centrale è a Milano in via Melzo 9, telefono 0229522215

- Per avere informazioni gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30

- E-mail: donnalavorodonna@tin.it

-Il sito di DLD è  www.dld.it, cliccando alla voce “Artart”,  si trovano le informazioni inerenti all’artigianato artistico organizzate in tre ambiti: “Arte giovane” per chi è ancora studente  o opera fuori da una struttura imprenditoriale, “Opportunità” dove sono censite  attività  quali  i seminari, i corsi, le mostre, le consulenze alle imprese. “Infopoint”dove si  raccolgono  le informazioni utili a chi si affaccia al mondo dell’artigianato artistico.

 
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