Fra editoriali, storie scritte e immagini si snodano nelle pagine che seguono le trac­ce che Gap Casa ha segnato e percorso in questi ultimi anni.

È da qualche tempo che con i collaboratori più vicini sentivo l’esigenza di ripercorrere le tappe del nostro lavoro in Gap Casa. Per capire a che punto fossimo arrivati, con l’obbiettivo di proseguire con sempre nuova consapevolezza il giornale.
La situazione generale e quella settoriale richiedono infatti analisi approfondite sul “che fare”, disponibilità ad esplorare e una attitudine progettuale in armonia fra esperienza e capacità di immaginare.
Le pagine che seguono - fatte dei testi e delle immagini di alcuni degli editoriali e dei servizi dall’86 ad oggi e di alcune “storie di arredo vissuto” pubblicati su Gap Casa - mi auguro diano un clima generale del lavoro che abbiamo fatto pur nella loro vistosa parzialità.
La selezione dei testi è stata laboriosa: avevo incominciato selezionando alcuni degli articoli-chiave di questi anni ma il risultato finale più che apparire come un tracciato assumeva forma e consistenza di una antologia. Troppo corposa da pubblicare e probabilmente da leggere.
Così, scremando ho preso la strada degli editoriali. Testi brevi che hanno aperto ogni numero del giornale dove ho sempre cercato di indicare le tappe dell'elaborazione, le motivazioni che stavano dietro alle scelte, gli argomenti trattati.
Le “storie di arredo vissuto”, i disegni e le immagini grandi dovrebbero restituire airinsieme quell’attenzione che abbiamo avuto, e che speriamo essere riusciti a comunicare, verso le persone, il dialogo, le differenze, i mutamenti. La vita.
 

PROCESSO PRODOTTO Gap Casa

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